La coppia e il desiderio di diventare genitori: cosa accade quando uno vuole un figlio e l’altro no?

Vediamo insieme quali sono gli aspetti psicologici implicati nella scelta di avere un figlio e cosa possiamo fare quando nella coppia i desideri non coincidono.

L’avere dei figli è una delle scelte più importanti che una coppia si trova a dover fare. Questa decisione può costituire una sfida non indifferente quando i partner non condividono lo stesso desiderio, allo stesso tempo.

Durante le prime fasi di un rapporto di coppia si fantastica spesso immaginando la casa nella quale si vivrà, il luogo, l’avere o no animali domestici, il numero di figli/figlie che si desidererebbero, e così via, e tutto è ovattato dalle emozioni forti che una relazione agli inizi sa regalare.

Talvolta capita che, già in questa prima fase, emergano divergenze ma, spesso, le differenze si rendono evidenti con il tempo, quando non si tratta più di limitarsi a immaginare un possibile futuro ma ci si confronta con la realtà e con l’esigenza di compiere una scelta. In quel momento possono manifestarsi insicurezze, paure, perplessità legate all’importante responsabilità che una decisione come quella di volere un figlio comporta. Questi timori possono portare a pensare che, forse, diventare genitori non fa per noi, o almeno non ancora, e se questo pensiero appartiene solo a uno dei due partner,  possono emergere tensioni e conflitti che mettono a dura prova la relazione.

Aspetti psicologici della disparità nel desiderio di avere figli.

Le differenze nel desiderio di genitorialità possono derivare da innumerevoli motivazioni e possono portare a difficoltà, anche importanti, all’interno della coppia. Proviamo insieme ad analizzare alcuni aspetti centrali:

1. Differenze nei desideri e nelle aspirazioni:

il volere o meno un figlio è, spesso, legato a valori ed esperienze culturali, familiari e/o personali. Per qualcuno un figlio rappresenta un importante aspetto di realizzazione personale e di continuità familiare mentre per altri è un’opzione tra tante oppure non fa proprio parte del progetto di vita personale.

2. Paure, incertezze e desideri:

la paura di non essere all’altezza, le grandi responsabilità che comporta l’arrivo di un figlio, le preoccupazioni logistiche e finanziarie, il desiderio di mantenere uno stile di vita più libero e indipendente sono tutti aspetti che possono giocare un ruolo importante nella scelta di diventare genitori. Per qualcuno il desiderio di un figlio rimane più forte di timori e perplessità mentre per altri avviene il contrario.

3. Impatto emotivo:

il partner che desidera un figlio può sentirsi frustrato o risentito, percependo una mancanza di comprensione o sostegno da parte dell’altro mentre il partner che non lo desidera può sentirsi sotto pressione, stressato o in colpa per non condividere lo stesso desiderio.

4. Conflitti ricorrenti e distacco emotivo:

quando ci si trova a fare i conti con il tempo che passa e con l’orologio biologico che fa sentire il suo ticchettio, le discussioni sul tema possono diventare frequenti e le tensioni continue possono minare la serenità e la stabilità della coppia. Si può creare una distanza emotiva tra i partner, che si sentono reciprocamente non compresi, traditi, non abbastanza importanti per l’altro e tutto ciò può compromettere la comunicazione e l’intimità nella coppia portando a una possibile rottura.

Suggerimenti per affrontare al meglio le diversità di vedute nella scelta di mettere al mondo un bambino.

Se ci dovessimo trovare in disaccordo con il partner in merito alla scelta di mettere al mondo un figlio è importante provare a fare qualcosa per favorire una scelta che sia “di coppia”. Qui di seguito vediamo alcuni suggerimenti:

1. Comunicazione aperta e onesta:

è fondamentale che entrambi i partner si ascoltino reciprocamente, cercando di comprendere le ragioni e le emozioni sottostanti ai rispettivi desideri o timori. È importate che ciascuno si senta libero di esprimersi senza timore di giudizio o recriminazione e si senta veramente ascoltato e accolto.

2. Rispetto:

è importante non cambiare idea senza esserne convinti (ed esempio con l’intento di ritrovare tranquillità) e non forzare l’altra persona a prendere una decisione che non sia in linea con i propri valori e desideri. Il rischio è quello di ritrovarsi, più avanti, a gestire forte rabbia e risentimento che possono mettere a dura prova il rapporto.

3. Prendere tempo:

a volte è utile prendersi del tempo per riflettere, sia individualmente sia come coppia, su questa decisione senza troppa pressione, esplorando le priorità di ciascuno e provando a trovare dei compromessi. Può essere d’aiuto portare avanti un altro progetto insieme che possa consolidare la coppia e far aumentare la fiducia reciproca e l’apertura verso nuove possibilità.

4. Chiarire le priorità:

nel caso in cui il desiderio di un figlio, o la volontà di non averne, siano molto forti, è necessario comprendere il legame che questi hanno con la relazione di coppia e quanto siano prioritari rispetto ad essa. Questo passaggio è necessario per poter valutare una eventuale rottura che, talvolta, seppur dolorosa, è l’unico modo per ritrovare serenità e proteggere il proprio benessere psicofisico.

5. Supporto professionale:

spesso è utile chiedere aiuto ad un professionista che possa favorire l’esplorazione delle proprie emozioni e motivazioni, e la condivisione con l’altro, per una profonda comprensione reciproca e per valutare la possibilità di trovare compromessi.

Per concludere

Affrontare una disparità di desiderio riguardo alla genitorialità è una sfida complessa che richiede comprensione, empatia e comunicazione aperta. Riconoscere e rispettare i sentimenti reciproci, cercare il supporto di un professionista e dare tempo alla riflessione possono aiutare le coppie a navigare attraverso questa difficoltà. Con impegno e pazienza possiamo provare a trovare una soluzione che rispetti le aspirazioni e i timori di entrambi i partner, lavorando sulla comunicazione e rafforzando il legame lungo il cammino tenendo presente che un figlio non può essere “a tutti i costi”. Un figlio non dovrebbe essere motivo di rottura ma di unione, espressione di amore, ed è una scelta che deve essere fatta in modo consapevole e maturo tenendo presente che anche il figlio è portatore di diritti, che devono essere rispettati.


Condividi l'articolo sui tuoi social!

Seguimi qui 👇 per rimanere aggiornat*

Scrivimi!

Verrai ricontattat* al più presto